NUTRIZIONE in NEFROLOGIA
Il Sodio e il Potassio

 Dr. Giuseppe Quintaliani  Dietista Dr.ssa Franca Pasticci


       Intoduzione

Sodio nelle urine

Fattori di conversione:

Il sodio è il catione più importante dell'organismo, distribuito prevalentemente nei liquidi extracellulari (135-145 mEq/l), mentre è scarsamente presente, in condizioní normali, nel volume intracellulare. La maggior parte del sodio introdotto con gli alimenti viene eliminato con le urine; se l'introduzione viene a mancare, cessa praticamente anche l'eliminazione urinaria. La carenza di sodio determina la riduzione del compartimento extracellulare, mentre la sua introduzione in eccesso ne determina l'aumento. Il rene è l'organo preposto al mantenimento del patrimonio sodíco dell'organismo. Oltre al sodio, l'altro catione di maggiore importanza è il potassio, distribuito quasi totalmente nel compartimento intracellulare (160 mEq/I), mentre modesta è la sua concentrazione plasmatica (3,5-5 mEq/I). Quasi tutto il potassio introdotto con gli alimenti (50-125 mEq*/24h, pari a circa il 5% del contenuto di questo ione nell'organismo) e assorbito dall'intestino tenue viene eliminato per via renale *, ma a differenza del sodio, se l'apporto viene artificialmente ridotto a zero, l'escrezione urinaria, pur riducendosi notevolmente, non cessa mai completamente (la quota minima di eliminazione non si riduce a valori inferiori a 10-15 mEq/24h). Normalmente ogni cellula tende a mantenere elevato il suo contenuto di potassio rispetto all'ambiente esterno (interstizio), per mezzo di un meccanismo attivo che espelle il sodio trattenendo il potassio (pompa cationica o pompa Na-K). Quando questo meccanismo è deficitario (per alterazione del metabolismo cellulare, dell'equilibrio acido-base, dello stato d'idratazione cellulare o del patrimonio ionico corporeo), il potassio passa dall'interno all'esterno delle cellule e viene rimpiazzato, in parte dal sodio ed in parte dall'idrogeno. Le variazioni plasmatiche del sodio e del potassio non rappresentano un indice fedele delle modificazioni del patrimonio corporeo di questi ioni, per la possibile interferenza di fenomeni di emoconcentrazione o di emodiluizione o per alterata distribuzione degli ioni fra i vari compartimenti. Variazioni dei valori di Sodiema (od anche detta natriemia) sono generalmente associate ad alterazioni delle condizioni di idratazione del paziente, ma possono essere mascherate da contemporanee variazioni del contenuto idrico del sangue circolante; la loro interpretazione quindi deve essere suffragata da altri dati ematochimici. Non può nemmeno essere esclusa, sulla base di normali valori di sodiemia, la presenza di iperidratazione o disidratazione. La perdita o l'eccessiva somministrazione di liquidi isotonici (allo stesso livello di osmolalita' del sangue) ed isotonici possono implicare quadri di disidratazione o di iperidratazione, senza significative variazioni della concentrazione plasmatica di sodio. In tutte queste situazioni il clinico dovrà basarsi su altri dati, anamnestici, obiettivi ed ematochimici (ematocrito, proteinemia, ecc.), per giungere alla corretta diagnosi. Viceversa, anche grossi accumuli di Sodio nell'organismo come nello scompenso cardiaco e nella sindrome nefrosica possono NON essere accompagnati da variazioni dei valori della Sodiemia plasmatici. Le variazioni della potassiemia sono spesso percentualmente più evidenti di quelle della natremia, per le scarse concentrazioni extracellulari di potassio, cui consegue lo scarso effetto di questo ione sugli spostamenti dell'acqua. Variazioni della potassiemia sono spesso associate ad evidente sintomatologia clinica, per l'importanza del potassio nel mantenimento dei potenziali di membrana delle cellule e di quelle muscolari in particolare. L'effetto clinico di alterazioni della potassiemia è legato non tanto a variazioni nella concentrazione extracellulare (abitualmente misurata), quanto ad alterazioni del rapporto tra concentrazioni intra ed extracellulari di questo catione, anche se per convenzione si definisce ipopotassiemia ogni condizione con valori di potassio plasmatico < 3,5 mEq/I e iperpotassiemia quando i valori sono > 5,5 mEq/I. Pertanto non vi è sempre stretta correlazione tra sintomi clinici e livelli plasmatici di potassio. Infatti, un'eventuale deplezione potassica che avvenga molto lentamente può essere compensata dal passaggio di potassio dall'intra all'extracellulare, quindi non modificare i livelli sierici. D'altra parte la somministrazione di glucosio e insulina, oppure di bicarbonati, favorisce l'ingresso del potassio nelle cellule, accentuando lo squilibrio tra intra ed extracellulare. L'acidosi o le massive distruzioni cellulari provocano il passaggio di potassio dall'interno all'esterno delle cellule, accentuando tale squilibrio. Sulla base di quanto abbiamo detto è possibile che, in condizioni cliniche differenti, gli stessi valori di potassiemia diano sintomi evidenti o siano del tutto asintomatici; ma, data l'elevata concentrazione di potassio intracellulare, non è del tutto scorretto considerare il contenuto cellulare di potassio relativamente stabìle, nella maggior parte delle condizioni cliniche. Il 

Sodio nelle urine 

Come detto, il sodio urinario e' espressione molto accurata della introduzione di sodio nella dieta anche in caso di insufficienza renale cronica. Capitera' quindi spesso che tra gli esami di screening nefrologico venga inserito, nel momento in cui si effettui la raccolta delle urine delle 24 ore, anche il dosaggio della Sodiuria e Potassiuria. Serviranno ad avere un'idea della introduzione dietetica e della attenzione alle indicazioni prescritte. Non si possono dare valori di riferimento per la Sodiuria; come detto e' molto in relazione alla introduzione di Sodio con la dieta; tuttavia una sodiuria inferiore a 20-15 mEq/l deve allertare sulla presenza di alterazioni renali o su una dieta assolutamente incongrua. I fattori di conversione per il Sodio e il Cloruro di Sodio (il comune sale di cucina) sono: Un grammo di Cloruro di Sodio (NaCl) contiene mEq di Na

Fattori di conversione

Tra il sodio e il NaCl (il comune salae da cucina) il fattore di  conversione  e'= a 2.5. In altre parole per aver i mg di Na dai mg di NaCl dividere per 2.5 esempio: 6000 mg di NaCl contengono 2400 mg di Na

1 gr di NaCl a sua volta contiene 17 mEq di Na

 

 

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